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Abbiamo chiesto a 72 giornalisti, critici e opinion leader della scena enogastronomica quale sia stato il loro pasto più memorabile del 2025: le risposte fotografano non solo i piatti e i luoghi da ricordare, ma anche le tendenze che guideranno l’anno a venire. In prima battuta emergono nomi ricorrenti — da Osteria Francescana a Da Lucio, passando per Reale, Argine a Vencò, Madonnina del Pescatore, Uliassi e Dalla Gioconda — indicazioni utili per chi cerca esperienze gastronomiche di rilievo oggi.
I ristoranti più citati
Questa sintesi raccoglie le segnalazioni più frequenti tra le preferenze espresse dai professionisti contattati.
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- Osteria Francescana (Modena) — spesso indicata come esperienza imprescindibile del 2025.
- Da Lucio (Rimini) — scelta ricorrente tra chi ama la cucina di tradizione di alta qualità.
- Reale (Castel di Sangro) — menzionato più volte per tecnica e personalità.
- Argine a Vencò (D.O.) — apprezzato per identità e accurata proposta territoriale.
- Madonnina del Pescatore (Senigallia) — pasto citato con entusiasmo da critici storici.
- Uliassi (Senigallia) — definito da più intervistati come un pasto “in stato di grazia”.
- Dalla Gioconda (Gabicce Monte) — segnalata per autenticità e servizio tradizionale.
Le scelte degli esperti: una panoramica
Di seguito, la lista completa delle preferenze raccolte tra i 72 interlocutori. Per ciascun nome indichiamo il piatto o il locale scelto come pasto dell’anno 2025, in modo da offrire una mappa pratica per chi desidera prenotare o approfondire.
- Nadia Afragola — Dalla Gioconda (Gabicce Monte) e Da Lucio (Rimini)
- Alice Agnelli — pranzo nel bosco a Nova Levante (Johanne Stube) e una serata a Porto Alabe con porceddu condiviso in spiaggia
- Paolo Alciati — Condividere (gnocchi al burro e oro)
- Giovanni Angelucci — Ræest, Isole Faroe (chef Sebastian Jiménez)
- Cinzia Benzi — Osteria Francescana, menù “Miseria e Nobiltà”
- Davide Bertellini — Asador Etxebarri
- Maurizio Bertera — Le Calandre (Rubano)
- Emanuele Bonati — Horto (Milano) — scelta alternativa dopo la chiusura di Vel
- Maria Rosaria Bruno — Mirazur (Menton), menu ispirato alle fasi lunari
- Alberto Cauzzi — Argine a Vencò (Antonia e Vittoria Klugmann)
- Annalisa Cavaleri — Capogiro al 7Pines di Baja Sardinia (chef Pasquale D’Ambrosio)
- Francesca Ciancio — La Stua de Michil, menù Inco (Corvara)
- Stefano Corrada — esperienze milanesi alla Brioschina, Rovello e Berton
- Eleonora Cozzella — Osteria Francescana, menù ritenuto il migliore di Bottura
- Luigi Cremona — Atelier Moessner (Brunico, Norbert Niederkofer)
- Andrea Cuomo — Alchemist (Copenaghen); in Italia Dalla Gioconda
- Alessandra Dal Monte — Mylos by the Sea (Leros): pescato del giorno in ceviche; menzione per Il Luogo Aimo e Nadia
- Antonella De Santis — Trèsind Studio (Dubai) e Reale (Castel di Sangro)
- Massimo Di Cintio — Contrasto (Cercemaggiore, Molise)
- Lucia Facchini — Madonnina del Pescatore (per l’esperienza complessiva e il lavoro di laboratorio)
- Francesco B. Fadda — Ratanà (menu degustazione)
- Maddalena Fossati — piatto Modena/Napoli (Bottura & Cannavacciuolo); pasto indimenticabile da Antonia Klugmann
- Marco Gatti — Rezzano (Sestri Levante)
- Giulia Gavagnin — Masanielli (Francesco Martucci): la pizza come elemento d’alta cucina
- Marco Gemelli — Gucci Osteria (Firenze), primo menu di Takahiko Kondo
- Chiara Giannotti — San Domenico (Imola): cucina affidabile e creativa
- Andrea Gori — El Celler de Can Roca (Girona)
- Andrea Grignaffini — Osteria Francescana
- Andrea Guolo — Dattilo (Strongoli)
- Carla Icardi — Sine di Roberto di Pinto (Milano)
- Åsa Johansson — Da Lucio (Rimini)
- Camillo Langone — Trattoria della Gallina (Langhirano): cucina tradizionale senza concessioni al folklore
- Lara Loreti — Pavillon (Yannick Alléno, Paris) e Trattoria Lazzati (Milano)
- Sara Magro — 142 Restaurant
- Paolo Marchi — Confine (Milano) e Duomo (Ragusa); piatto memorabile all’Orto di Giancarlo
- Valentina Marino — Da Lucio (Rimini)
- Paolo Massobrio — La Bursh (Campiglia Cervo)
- Tania Mauri — pranzo di Jorge Vallejo e Alejandra Flores (Quintonil, Studio+ ad Alba)
- Anna Mazzotti — A. Wong (Londra)
- Alessandra Meldolesi — Uliassi (Senigallia)
- Alessandra Moneti — Il Clandestino di Moreno Cedroni
- Anna Muzio — Argine a Vencò (Antonia Klugmann) e Neolokal (Istanbul)
- Francesca Negri — Locanda Margon (Ravina, Trento)
- Carlo Ottaviano — Deschevaliers (Napoli) di Nino di Costanzo e Antonio Auteri
- Laura Pacelli — Krèsios e Ratanà (con un occhio alla semplicità)
- Vincenzo Pagano — Pancrazio (Palazzo Gentilcore, Castellabate) e pizzeria Bob Alchimia a Montepaone
- Carlo Passera — Rebis (Desenzano), Motelombroso (Milano), Alpes (Sarentino) e Fattoria Borrello (Raccuja)
- Bruno Petronilli — Uliassi
- Luciano Pignataro — Domenico Marotta a Squille (Castel Campagnano)
- Pietro Pitzalis — Osteria Francescana
- Anna Prandoni — Uliassi (esperienza estiva di alto profilo)
- Maria Pranzo — L’Abysse (Parigi)
- Gabriele Principato — Reale (Cavolfiore gratinato); menzione per Louis XV (Alain Ducasse) e Mil Centro (Perù)
- Isabella Radaelli — La Casa degli Spiriti (Costermano sul Garda)
- Edoardo Raspelli — La Madonnina del Pescatore (Senigallia), voto massimo
- Camilla Rocca — Mil (progetto di Virgilio Martinez alle Ande)
- Fernanda Roggero — Pearl Morissette (Canada)
- Giovanna Romeo — Maison Particulier Louis Roederer
- Lorenzo Ruggeri — cena di Natale del Gambero Rosso; Atelier Moessmer e Osteria Francescana
- Leila Salimbeni — Trivet (Londra)
- Sarah Scaparone — Rei Natura (Michelangelo Mammoliti)
- Margo Schachter — Cracco
- Luca Sessa — KOL (Londra), interpretazione contemporanea della cucina messicana
- Gualtiero Spotti — Jordnaer (Copenhagen)
- Luciana Squadrilli — Locanda Mammì (Agnone): rilettura sincera del Molise
- Mirko Tassin — Niko Romito (Reale)
- Massimiliano Tonelli — Niko Romito (Reale)
- Luca Turner — Per Me (Giulio Terrinoni, Roma)
- Cristina Viggè — Kitchen (Como, Andrea Casali) e Sheraton Lake Como per l’ospitalità
- Valerio M. Visintin — a casa propria; critica alla scena milanese dell’anno
- Gabriele Zanatta — Sorn (Bangkok)
- Annalisa Zordan — Reale (Castel di Sangro)
Tendenze e riflessioni
Dal campione emerge qualche linea chiara: il 2025 è stato un anno in cui la territorialità e l’identità degli ingredienti hanno pesato tanto quanto la tecnica; la pizza è stata reinterpretata al livello dell’alta cucina; la ristorazione sperimentale non ha rinunciato al dialogo con il territorio e con la tradizione.
Altri trend segnati dalle scelte raccolte:
- ritorno a esperienze immersive e site-specific (pranzi nel bosco, menu legati al paesaggio);
- attenzione crescente alla ricerca in cucina, con laboratori interni e percorsi degustazione ben strutturati;
- rilievo per proposte di mare, sia costiere sia d’altura, e per la cottura alla griglia di alto livello;
- visibilità internazionale: molti intervistati segnalano ristoranti esteri come punti di riferimento.
Per chi prenota ora, il consiglio pratico è informarsi per tempo: i locali più citati confermano alto tasso di occupazione e menu in evoluzione. Per gli operatori, invece, la lezione è chiara: autenticità, ricerca e servizio rimangono i fattori che determinano la memorabilità di un pasto.
In programma nei prossimi giorni pubblicheremo le risposte degli intervistati alle altre domande sul 2026: ingredienti da tenere d’occhio, chef emergenti e le tendenze che cambieranno il modo di mangiare. Restate con noi per la mappa completa delle anticipazioni enogastronomiche.












